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lunedì 6 maggio 2013

Riciclo?? Siiiiiii grazie...

Ma sapete di cosa sono fatte le antenne???? Alluminio! Ebbene si.. Io appena dismesse le due antenne di casa mia ho alluminio da vendere :D.. non ci pensate neanche me lo tengo io! Questo mondo ha bisogno di riciclo e riuso, ultimamente ho visto dei documentari allucinanti.
Ecco cosa ho tirato fuori dalle mie antennine... bracciali rigidi da portare al polso oppure all'avambraccio, insomma alla schiava, se si vuole, uno è un Naga (già andato via) con gli occhini in corallo bamboo, l'altro semplice e una fascia semplice e una fascia con le pietre dei chakra.







Qui invece le collane rigide, sono le prime prove mi posso accontentare anche perché modellarle è difficilissimo, li ho lasciati "sporchi" perché hanno l'aspetto più vissuto... che dire dopo 30 anni su un tetto direi che sono vissute si..







Namastè
Padma

mercoledì 10 aprile 2013

Le Agate della Collezione Terra

Dopo l'evento di Castiglioncello abbiamo iniziato con quelli a Pisa... Piazza Dante in Arte, trovate riferimenti sul blog di Itinera dove vedrete alcune foto e anche chi sono gli artisti e artigiani che ci seguono.

Ora invece vi presento due monili della Collezione Terra con incastonate due agate


 la collana con una fetta di agata blu ma che nel taglio lascia intravedere il geode,
legata con alluminio. La catena è formata da perle di agata blu, calcedonio e pietra di luna


Il Bracciale rigido lavorato con l'alpacca e con incastonata una fetta di agata verde. E' stato un lungo salda e dissalda per cercare di capire come montarlo











Namastè
Padma

sabato 16 febbraio 2013

Ambra

L'ambra una delle pietre che preferisco che poi non lo è in quanto resina fossile. Proprio per questo motivo pietra calda al tatto e alla vista. Questa pietra è un calmante e aiuta nei rapporti interpersonali. Assorbe i dolori, difatti spesso vediamo collanine di ambra indossate dai bambini piccoli. Io ho deciso di farci questo bracciale incastonandola in un pezzo di alpacca che ha la forma della pietra e successivamente rivettare il pezzo ad un altro in alluminio, tutto il resto infatti è fatto di questo materiale.






Namastè 
Padma

giovedì 27 dicembre 2012

Bracciale anticlastico Wadi

Con questo bracciale non ho inventato nulla.. è la versione diciamo più economica di molti altri che ho visto in giro Pinterest è una vetrina spettacolare, si trovano delle cose favolose, quindi mi sono messa a sperimentare più che altro le varie tecniche, per vedere cosa ne poteva venire fuori ed ecco lui :)


Bracciale WADI
alluminio e perle di fiume, con centrale una perlina di argento indiano, per dare luce e per non  dimenticarsi mai le mie oriental inspiration, mi ricorda un fiume, stretto fra due monti, che si modifica facendosi faticosamente strada un po' come gli Wadi, prevalenti in zone desertiche. Lo Wadi  è il letto di un torrente, fra due monti (in pratica un canyon), che si riempie d'acqua occasionalmente.


Con gli umili mezzi che ho a disposizione, ho provato a sperimentare il Rilievo Anticlastico, vi do qualche link Mario Cesari, abilissimo orafo di Pennabilli, da un tutorial qui, Ma su You tube ci sono molti video vi metto questo link di Micheal Good, da qui riuscirete a trovarne altri. 
Io ho utilizzato semplicemente il mio martello, la penna del martello e la spina per bracciali in acciaio, martellando centralmente sono riuscita, più o meno, a dare la forma giusta. Ovviamente a me piace la sprecisione curata, quindi ho deciso di farlo così, l'ho caratterizzato a modo mio.
In attesa di riuscire a comprare la famigerata barra sinusoidale o di trovare qualche santo che me la costruisce o comunque trovare una valida alternativa, continuo le mie sperimentazioni. Non è che non si trova, vi dico che costa uno sproposito e non la proponete a qualche fornitore italiano, si spaventa solo al pronunciare la parola, non sanno cosa sia.. santi americani o inglesi, sono più avanti di noi in alcune cose, e meno male siamo la patria dell'Oreficeria.




Namasté
Padma


venerdì 14 dicembre 2012

Namasté perché?

Vi saluto sempre con un Namasté, magari tanti si chiedono che vuol dire. In India non è un semplice saluto, vuol dire ti saluto onorandoti (namas "mi inchino" - te "a te") o inchinandomi a te. Di solito ci si saluta con la mudra cioè il gesto a mani giunte (come in preghiera) messe all'altezza del petto e inchinandosi leggermente. Questa è una forma di saluto molto rispettosa, perché ognuno di noi è un essere divino ed importante, quindi io essere divino saluto il tuo essere divino. Noi qui al massimo ci salutiamo con ciao e nulla di più. Molto spesso si usa anche la parola Namaskar.




Se invece le mani vengono messe sulla fronte, in corrispondenza del 5 chakra cioè Ajna il cosiddetto terzo occhio, è segno di enorme venerazione, difatti lo si fa durante la preghiera o di fronte a personaggi molto importanti, ancor più importante se le mani vengono poste sopra la fronte sul 6^ chakra cioè Sahasrara il cosidetto chakra dei mille petali.
Ecco perché ho deciso di chiamare questo bracciale Namastè perchè sono due dischi in alluminio traforati e tenuti insieme da rivetti in ottone, come il mudra del saluto, mani unite.
La martellatura ha dato forma al bracciale che non è piatto ma ondulato così da donargli movimento, sembra un'onda del mare lenta e silenziosa...

 





Quindi ecco perché vi saluto così, per me ogni persona che legge il mio blog è divina, ogni persona lo è, ed io vi rispetto e vi ringrazio per ogni minuto che dedicate alle mie letture. 


Namasté
Padma







giovedì 15 novembre 2012

Bracciale Marea

Da un errore o dal provare a fare un'altra cosa è nato lui... l'ho imbutito e poi piegato attorno alla barra per formare i bracciali... e poi "ma dai guarda che carino ed è nato lui"... ma mancava qualcosa si la patina... onda su onda è nato Marea.




Irregolare, imbutito, blu, onde, movimento........ come l'acqua del mare

Namastè
Padma


mercoledì 4 aprile 2012

Indian Jewellery

Non so se siano stati i gioielli a portarmi all'India o l'India ai gioielli, fatto sta che questi sono diventati una mia grandissima passione
Come si vede spesso nei film o documentari gli indiani, uomini e donne, portano gioielli a profusione, braccialetti, cavigliere, anelli, ornamenti per il capo, collane, anelli per piede... di tutto di più. 
Gli alamkara, ornamenti, oltre a decorare il corpo, servono, in India, a definire la casta, l'appartenenza ad una fede religiosa, la situazione maritale, il gioiello ha una valenza molto ampia dal punto di vista sociologico e culturale, senza dimenticare quello economico (è un bene tesaurizzabile). La dote delle spose indiane (stridana) è costituita oltre che da denaro, stoffe anche da gioielli, che lei indosserà sempre durante la sua vita (non in caso di vedovanza). 
Jhumka campanelle in argentone indiano e vetro
Ogni momento della vita (samskara) di un indiano, è scandito anche dall'indossare un gioiello particolare, tutto questo è codificato nel Gryha Sutra
Uno dei rituali più famosi è il namakarna, cioè al neonato veniva assegnato il nome 12 giorni dopo la nascita, gli viene legato al collo o al polso un amuleto oppure forati i lobi o il naso (per le bambine), cosicché gli ornamenti attirino a sé gli spiriti malvagi.
Il matrimonio (svayamvara), altro momento importantissimo all'interno di una famiglia, è il momento in cui la donna deve indossare un adeguato corredo di gioielli, questi non verranno più tolti, e indossati quasi come un abito, cioè quotidianamente. Uno dei gioielli più famosi è il nath, l'orecchino da naso, che indica appunto una donna sposata, ne esistono diverse varianti a seconda della regione indiana. E' uso che alla donna venga donata dal marito la Mangala (o mangal) sutram, una collana (che equivale al nostro anello all'anulare sinistro), composta di 108 perle nere con ciondolo centrale. In Tamil Nadu si usa in più il pendente thali, in oro, sempre sorretto da una cordicella di fili intrecciati (anch'essi 108). Il tikli, il pendente sulla fronte, appeso a delle cordicelle o catene che passavano sulla scriminatura dei capelli. I bracciali, detti kankana, indossati a destra dallo sposo e a sinistra dalla sposa. Le cavigliere, in argento e portate a coppia su entrambe le caviglie, con campanelli che hanno la funzione di scacciare anche scorpioni o serpenti. Si regalano anche bracciali in vetro da 8 a 12. 
Il momento della morte, è scandito dal fatto che la donna si spoglia di tutti i suoi gioielli in quanto vedova, ed un gesto tipico è la rottura dei bracciali.
Il porta amuleti che viene indossato dagli uomini, ma anche dalle donne, si chiama thayittu, ha una forma cilindrica, o rettangolare, ed internamente vi viene inserito un mantra o uno yantra (che sono rispettivamente una formula o un diagramma magico). Gli uomini portano spesso degli anelli, incisi o con pietre.

Collana in lapislazuli, malachite e ottone con pendente centrale in ottone argentato

Per quanto riguarda i materiali con i quali vengono prodotti i gioielli, vengono usati sia argento che oro. Quest'ultimi è collegato anche al sole (al dio Surya), quindi alla luce o all'aspetto religioso buddhista (la parola gioiello era usata buddhisti come metafora della religione). Oro come elemento maschile. 
L'argento di solito per le cavigliere e anelli da piede, perché sono gli arti che toccano la terra che è impura, ma rappresenta la controparte dell'altro metallo, l'elemento lunare e femminile. la purezza. Molto oro lo troviamo al sud, ed invece l'argento a nord, comunque ci sono diverse utilizzazioni nelle varie regioni indiane.