Visualizzazione post con etichetta talismano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta talismano. Mostra tutti i post

venerdì 14 settembre 2012

La mano di Fatima (Khamsa)

Eccoci qui con altre informazioni interessanti, oggi tocca la presentazione di questi semplicissimi orecchini (la collana hand made in alluminio è in fase di preparazione) in opalite, lapislazuli e metallo, monachella in arg 925.




La mano di Fatima è un talismano nei paesi musulmani, Fatima era la seconda figlia di Maometto, alla quale sono attribuiti molti miracoli. Si narra, infatti, che vedendo tornare il marito Ali, con la nuova moglie, talmente tanto fu il dolore che non si accorse di aver messo la mano dentro alla pentola che cucinava, ustionandosi, ma non sentendo dolore. Accettando la situazione, si mise a spiare il marito con la concubina e si dice che una sua lacrima cadde sulla spalla di Ali, così che lui si rese conto dell'amore della moglie e rinunciò alla seconda.
La mano serve, come si dice in molte zone, "per cacciare le dita nell'occhio del maligno". Ma ricollegandoci a Fatima è utilizzata dalle donne come simbolo di pazienza, fortuna, ricchezza.
Una cosa importante da dire è che la mano appunto ha 5 dita, Khamsa significa appunto cinque, e forse è stata presa come simbolo proprio per questo, 5, infatti, sono i precetti dell'Islam (accettazione della fede, preghiera giornaliera, elemosina canonica, digiuno per il Ramadam, il pellegrinaggio alla Mecca) e da 5 lettere è composto il nome di Allah. 
Nella religione islamica non ci sono icone da venerare, ma si usano sempre cose astratte, parti di animale, mani, simboli geometrici, fiori, piante. 
La presenza del colore blu (lapislazuli) si ricollega anche al colore dell'occhio tutelare (appunto l'occhio di Allah), il quale ha il potere di far abbassare lo sguardo del maligno.

In attesa di farvi vedere la collana in alluminio, sempre con simbologie islamiche

Namastè
Padma

lunedì 23 aprile 2012

Amuleti o Talismani?


Spesso utilizziamo indistintamente le due parole non sapendo che non hanno lo stesso significato etimologico, anche se dal punto di vista ideologico i due concetti si racchiudono in un solo monile perchè entrambi collegati all'aspetto magico. L'amuleto è legato all'aspetto negativo quindi viene utilizzato per difendersi e proteggere chi lo indossa (con significato apotropaico). Il talismano, invece, propizia la buona sorte (fertilità, salute, ricchezza), quindi con valenza positiva e propiziatoria. Una cosa che li accomuna è il fatto che sono legati alla tipologia (spesso le forme sono riprese dal mondo animale e vegetale), al materiale e ai colori.
Tipi e forme erano, e sono, legati alla moda e alle credenze che si sviluppano in un determinato momento, quindi anche il gioielliere doveva e deve seguire i desideri del committente.
I poteri magici di questi oggetti, erano dovuti al fatto che indossandoli (o applicandoli ai vestiti) questi si "animavano", oppure santificavano l'oggetto, donandogli un potere mistico.
L'esempio tipico e anche occidentale è la croce, legata alla resurrezione, all'immortalità, emblema solare, usata contro il malocchio in quanto le quattro braccia lo allontanavano verso i quattro angoli della terra. Simbolo di centralità e unità, le braccia partono da un punto unico per non incontrarsi più. Ritroviamo le croci di islamiche (Agadèz, Timia, N'Gall sono i nomi delle zone da cui provengono), fu utilizzata in quanto non è possibile una rappresantazione degli dei (aniconismo); poi c'è la Swastika indiana, simbolo beneaugurante e protettivo.
Nei paesi islamici, dove non esistono icone, si usano molti amuleti\talismani, la mano di Fatima (il 5 numero sacro) "cacciare le dita nell'occhio del nemico", il crescente lunare, i simboli geometrici (la cui punta allontanava il maligno). Molto utilizzata era anche l'arte grafica, la calligrafia, monete e pietre incise col nome o altro così che prendessero valore di talismano. In Iran molto famoso è il pavone, simbolo di potenza e saggezza (vedi il Trono del Pavone). Il pesce, uno dei pochi animali ammessi dal culto islamico, amore e fecondità.
In oriente si usano anche qui simboli presi dalla natura o dal mondo animale, leoni, simbolo solare, dell'intelligenza, del fuoco; capre o montoni per i popoli delle steppe (legate al sole e all'ospitalità); i volatili (legati al culto della dea madre e alla cosmogonia acquatica), come le Apsaras in India; serpenti (i naga) per la difesa contro gli spiriti o l'occhio del diavolo; gli elefanti e tutti i veicoli degli innumerevoli dei indiani sono considerati portafortuna. 
In Cina e paesi limitrofi il dragone (forza, ricchezza) rappresentava l'imperatore.
Molto importanti anche le combinazioni di animali, i Makara (a testa di leone e corpo di pesce), legati al mondo acquatico quindi a fecondità e buon auspicio. Le fenici (grande aquila dai colori sgargianti) in Cina rappresentava l'imperatrice e l'elemento femminile simbolo di rinascita; presente in molte culture in India con Garuda e con i Grifoni per il popolo romano e greco, la si può ritrovare anche nella forma della Sfinge egizia.
Spesso si potevano utilizzare solamente parti dell'animale, come le zampe nei paesi musulmani oppure gli artigli o denti di tigre in oriente, questo perché trasmettevano l'energia e le qualità dell'animale.
Dalla natura si riprendono molte cose, fiorialberi, fogliesemi (specialmente nei paesi con fede animista-sciamanica come l'estremo oriente). Il loto (padma) sopra tutti (l'ho scelto per questo) racchiude il potere creativo, femminile e di rigenerazione, la ricerca spirituale, la purezza, l'incorruttibilità, salute e vitalità.
Molto importanti poi sono i colori ed i numeri legati al portar fortuna....... ma ve ne parlerò in seguito.

Namastè 
Padma

martedì 27 marzo 2012

I porta preghiera o porta amuleti

In molti paesi orientali e vicino orientali è uso portare al collo, dei pendenti-custodia di varie forme, che servono da protezione. Questi oggetti, infatti, possono contenere delle preghiere o formule magiche (sure del Corano nei paesi islamici e mantra e yantra in India e paesi limitrofi), oppure dei piccoli talismani o amuleti (della differenza fra i due ne parlerò in post futuri), che servono per scacciare il maligno o con funzione propiziatoria.
Io ho provato a riprodurre la forma dello Tcherot (o Tscherot) utilizzato dai popolazioni del deserto marocchino, algerino, nigeriano: i Tuareg. Questi popoli lo utilizzano in quanto nel deserto si pensa che vivano i jiin, gli spiriti cattivi (o fantasmi), quindi loro indossando questo amuleto pensano di poter scacciare eventuali presenze o il malocchio. Viene anche chiamato Gri Gri amulet.

In many eastern and near eastern countries the population wears around the neck, a pendant-case on various form, which serve as protection. This objects, infact, may contain prayer or a magic formula (Suras of the Qur'an in Islamic countries and mantra or yantra in India neighbouring country) or small talisman or amulet (about the difference between the two i'll talk about in future posts), which serve to ward off evil eye or just to be propitiatory.
I tried to reproduce the shape of Tcherot (or Tscherot) used by population of the Maroccoan, algerian and nigerian desert: the Tuareg. These people use this because they think in the desert lives the jiin, evil spirits (or ghosts), wearing this amulet they think they can chase away any presence or evil eye. It is also called Gri Gri.


Tscherot in ottone e argento Tuareg e laccio in pelle

Questi amuleti sono per lo più  sono fatti di argento, rame o ottone, cuoio.  Vengono portati al collo con dei lacci di pelle\cuoio, o stoffa, oppure vengono fissati alle vesti o al tagelmoust, il velo blu che gli uomini portano in testa. Vengono indossati prevalentemente dagli uomini, ma anche le donne lo possono portare come ornamento della pettinatura. Le mamme lo regalano alle proprie figlie di 17 anni che entrano nella fase matura della loro vita, per augurare salute e fertilità. Spesso queste scatoline recano incise sopra delle croci o altri motivi propiziatori. La forma ricorda quella del Corano.

These amulets are made in silver, copper, brass or leather. They are put on the neck with leather straps or fabric, or they are attacched on the clothing or on tagelmoust, the blue veil is worn by men on the head. The Tcherot are worn mainly by man, but the women can wear it as a hair ornament. The mothers give it to their daughters at the age of 17 , when the girls are entering in mature phase of their life, to whish health and fertility. Often these boxes are imprinted on the crosses or other auspicious motifs. The shape reminds of the Qur'an.

Tcherot in alluminio, ottone e perle di resina africane



Ringrazio Ineke Hemminga, di Tuareg Jewelry, che è la venditrice del ciondolo, che gentilmente mi ha permesso di utilizzare l'immagine. Ineke devolve parte delle vendite dei gioielli ai popoli Tuareg che vivono nel deserto algerino.

Thanks to Ineke Hemminga, di Tuareg Jewelry, which is the seller of the pendant, who kindly allowed me to use the image. Ineke donate part of sales of jewellery to Tuareg people that lives in the Algerian desert.